“Vorrei incontrare Alessandro Borghese"
Un momento atteso, immaginato, desiderato con tutta la forza di un bambino che ha conosciuto troppo presto la parola “malattia” e ha imparato a combatterla con il coraggio di un piccolo gigante.
Subito dopo il nostro primo incontro, una volta scoperto quale fosse il grande desiderio di Matteo, lo abbiamo accompagnato verso la sua realizzazione, simulando il gioco “4 ristoranti”. Voti, quiz, indovinelli, tutto da appuntare sul suo speciale quadernino.
Quando Alessandro lo ha accolto nella sua cucina, è stato un giorno pieno di emozioni, un giorno indimenticabile per Matteo, la sua famiglia e per tutti noi che vi abbiamo preso parte. Realizzare un desiderio così sentito e importante non è solo un regalo: è una promessa mantenuta, un segno concreto che dopo il dolore e la fatica ci può essere uno spazio per la gioia, per la normalità, per la speranza.
Penso che poter realizzare il proprio desiderio per un bambino che affronta una malattia così grave, è pensare che può avere dei desideri. Perché i bambini che affrontano una malattia grave fanno tanti sacrifici, hanno tanti limiti, e invece una cosa così è come dire “il tuo limite può essere superato”
A raccontarcelo è la mamma di Matteo, nel video che accompagna queste parole. Una donna forte e tenace, che insieme al marito ha affrontato un cammino durissimo fin dalla nascita del loro bambino. Si era capito subito che qualcosa non andava, ma ci sono voluti mesi per dare un nome alla malattia rara che colpiva il fegato e altri organi. Matteo ha affrontato due trapianti, il primo quando aveva solo quattordici mesi. Per lungo tempo si è nutrito con un sondino, senza poter gustare il cibo come gli altri bambini. Ed è forse anche per questo che oggi il cibo per Matteo ha un significato speciale. Non solo mangia, ora ama mangiare bene, esplorare nuovi sapori, osservare e… giudicare chi cucina. Proprio come fa il suo idolo: lo chef Alessandro Borghese.
Incontrare Alessandro Borghese è stato un momento di felicità assoluta, il simbolo di una rivincita.
E negli occhi di Matteo, quel giorno, c’era una luce speciale. La luce di chi ha sofferto, anche per non poter fare la vita dei coetanei, ma non ha mai perso il suo entusiasmo e il suo spirito positivo. Grazie a chi ha reso possibile tutto questo!
Grazie di cuore
Alessandro Borghese e il suo Staff
Porsche per aver adottato il desiderio
Oreste, Elisabetta, Alessandro e Donato – Volontari Make-A-Wish Italia