“Vorrei avere una casa segreta tutta per me"

AURORA – 2017

“Vorrei avere una casa segreta tutta per me”

Aurora, 14 anni, affetto da Leucemia Mieloide Acuta

“Ciao, io sono Aurora, ho 14 anni e vorrei raccontarvi la mia storia. Ero una ragazza normale, come tante altre quando, il 17 gennaio 2017 è successo qualcosa che ha cambiato la mia vita: sono stata molto male, quindi sono andata nell’ospedale di Piacenza. Dopo qualche ora sono stata portata all’ospedale di Pavia dove, dopo circa un mese, mi venne diagnosticata la Leucemia Mieloide Acuta. […] Un giorno arrivarono le volontarie di Make-A-Wish che mi hanno chiesto di esprimere un desiderio, sembrava uno di quei momenti nei film dove appare la fatina, ma stavolta erano tre ed erano reali! Io, senza pensarci su ho chiesto un piccolo laboratorio, tutto mio (è sempre stato il mio sogno!). Ero veramente al settimo cielo e da allora ho combattuto con tutte le mie forze: se Make-A-Wish faceva questo per me, io dovevo dare il massimo. Il momento più bello, però, è stato quando mi hanno consegnato la casetta tutta arredata. Il mio sogno era finalmente realizzato ed era anche più bello di come me lo immaginavo; così tanta gioia dopo mesi di dolore, era quasi come tornare a vivere! […]

Parole toccanti quelle scritte da Aurora per coinvolgere tutti noi nelle sue emozioni. Emozioni vissute in diretta dai volontari Make-A-Wish Italia, nel momento dell’intervista, nei momenti dell’attesa e il giorno della realizzazione del desiderio.

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Un giorno che ha coinvolto tante persone: papà, mamma, parenti, amici, tutta la comunità parroco incluso, e che ci viene raccontato da Claudia:

“Quella mattina pioveva, pioveva forte, poi sembrava che il cielo tornasse azzurro, la pioggia smetteva, poi le nuvole cambiavano forma, si scurivano e ricominciava piano, poi più forte e di nuovo il sereno. Ma dentro, nell’anima, era festa. La casetta era già arrivata da qualche giorno, era stata montata in due giorni di lavoro pieno e lo zio aveva seguito il montaggio perché fosse perfetta, proprio come la desiderava Aurora. La mamma aveva organizzato per quel giorno il pranzo con i parenti e tutti, lì a Marsaglia, sapevano che sarebbe stato un gran giorno. Lo sapeva anche il parroco, che aveva già dichiarato che non voleva perdere un’occasione tanto importante per benedire il piccolo nido di Aurora. Quella mattina Aurora era impaziente, continuava a fare su e giù per le scale esterne della casa, le sarebbe piaciuto andare a vedere cosa le stavamo preparando, che cosa stavamo architettando nella sua casetta, scendeva le scale, girava attorno alla casa, metteva i piedi sullo sterrato che porta alla casetta, ma poi tornava indietro e saliva di nuovo perché tutto doveva restare una sorpresa. Finiti i preparativi, grazie a papà e zio di supporto, anzi, di grande aiuto, abbiamo pranzato nell’osteria di fronte e Aurora ci ha intrattenuto con i suoi racconti, storie di vita quotidiana che si è divertita a raccontarci, come aveva già fatto la prima volta che ci siamo incontrate. Con lei abbiamo riso parecchio e ci siamo divertite anche un po’ a tenerla sulle spine, perché il suo era un meraviglioso desiderio che si stava per realizzare e l’attesa lo rendeva ancora più bello. Poi ci siamo rintanate nella casetta, abbiamo acceso le lucine che rendevano tutto più magico e abbiamo lasciato entrare Aurora. Le sue prime parole sono state: “È bellissimo!”. E poi ancora “è bellissimo!”. E poi lo ha ripetuto ancora tante volte “è bellissimo!”, perché era rimasta veramente a bocca aperta e l’emozione era così forte che non riusciva a dire altro. Posava gli occhi su tutto, si guardava attorno più volte come se fosse entrata in un mondo fatato. E poi si è sciolta, ha aperto la “scatola delle meraviglie” e ha trovato stoffe colorate, cuscini, adesivi. Ha tirato fuori tutto, ha sorriso, ha immaginato tutto quello che la sua creatività le permetterà di realizzare. E che sorriso! Poi ci siamo affacciate alla porta ed erano tutti fuori con l’ombrello, mamma, papà, zii, cugini, amiche, Enrico, volontario e fotografo. Tutti sotto la pioggia, inzuppati e felici. Poi Aurora, sempre rimanendo sull’uscio, ha spento la candelina sulla torta. E sono sicura che abbia espresso altri desideri meravigliosi come quello della casetta.”

Grazie di cuore

Casette Green House

Ringraziamo inoltre
Paola Bassino, Martina del Corno, Isabella Nicoli, Claudia Vitale e Enrico Morani – Volontari Make-A-Wish Italia Onlus

Grazie 

27 Ottobre 2017
Make-A-Wish BLOG