Antonello - "Vorrei essere calciatore della mia squadra preferita..."

ANTONELLO – 2013

“Avevo già intuito che sarebbe stata una giornata speciale quando la sera prima Massimo (ufficio stampa del Sassuolo Calcio) mi ha chiamata dicendomi che era tutto pronto. Aveva preparato la divisa completa per Antonello: maglietta con il numero e il suo nome, pantaloncini, cappellino e quant’altro. Era preoccupato perché non aveva calze che potessero stare a un bimbo di 5 anni. Mi ha raccontato come si sarebbe svolta la giornata e che aveva in mente di far pranzare il bimbo insieme ai giocatori.
La mattina del fantastico giorno vado con Elena a prendere la famiglia presso l’albergo dove avevano dormito. Vedo per la prima volta Antonello ed è un bambino bellissimo. Conosco la mamma e il papà e così scopro che nessuno di loro è tifoso del Sassuolo. Antonello ha scelto per sè la squadra del cuore! Ha anche voluto la cameretta verde. Antonello sa che sono lì per un colloquio di lavoro del padre.
Quando incontriamo Massimo e riceve in regalo tutti i gadget che erano stati preparati per lui non ci crede. Va via dicendo “no non è possibile! E’ il mio sogno!”. Crede di essere preso in giro!
Presto ci avviciniamo al campo e Antonello a poco a poco realizza che il suo sogno sta per avverarsi. Il papà ci racconta che qualche giorno prima stava parlando con il suo bimbo e quest’ultimo gli ha detto “papà i sogni non si realizzano, la vita è crudele”.

Vestito con la divisa ufficiale Antonello entra in campo e mi pare impossibile che questo bimbo pieno di energie possa essere stato in isolamento per due anni. I giocatori ben presto organizzano una partitella e l’unico suono che sentiamo è il richiamo da parte di tutti “Anto! Anto! Passa!!”.

Siamo tutti felici. Entriamo in campo anche noi ma Antonello non si accorge di nulla, la sua attenzione è solo per la sua squadra del cuore. La mamma si preoccupa che non si stanchi troppo ma Antonello non la ascolta. Allora i giocatori si inventano di fare un po’ di  stretching per farlo riposare. Anche il Mister gli dà dei consigli ed è l’unica persona che Antonello ascolta.
La mattinata passa velocissima e arriva l’ora del pranzo. Un giocatore prende Antonello per mano e, in attesa del pranzo, rimane con lui a vedere i cartoni animati. Antonello è entusiasta, continua a ripetere che ha fatto un goal a un portiere vero!
Siamo tutti ospiti a pranzo e io mi sento davvero a casa. Antonello non pranza con noi ma ha un posto tutto suo tra i giocatori. Al termine del pranzo non vuole staccarsi da loro, allora il Mister gli permette di essere presente alla riunione alla quale i giocatori devono presenziare. “E’ un giocatore anche lui oggi”.
E’ il momento dei saluti. Antonello non vuole più andare via. Si abbraccia al papà piangendo, mentre tutti i giocatori vanno a salutarlo e a battergli cinque. Un paio di loro addirittura vengono a salutare anche noi e io non so come ringraziarli. La loro risposta è “per così poco, ci mancherebbe”.
Antonello piange, ma io so che sono lacrime di gioia. Io non piango solo perché sono adulta, ma da oggi tifo Sassuolo”

Gaia, Volontaria Make-A-Wish® Italia

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