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Erika e Silvia volano a Vancouver grazie a
Sisal S.p.A.

Erika e Silvia, a Vancouver a Casa Italia, con
Giuliano Razzoli vincitore della medaglia d'oro
slalom speciale
articolo di Antonino Morici pubblicato il 01-03-2010 su LaGazzettadelloSport.it
Silvia ed Erika
L'Olimpiade è vita.
La storia di due ragazze italiane che hanno scoperto l'atmosfera unica dei Giochi dopo aver
vinto l'oro più importante, battendo la malattia
VANCOUVER, 1 marzo 2010 - Quando hai 16 anni l’Olimpiade può sembrarti una specie di luna park. Il clima
da festa popolare, l’emozione di gare interpretate come occasioni irripetibili, il tifo colorato e mai volgare. A
quell’età del resto, lo sport è una sfida che diverte, che ti dà adrenalina senza la pressione di dover vincere per
forza. Magari in sella a una moto da trial. Come accadeva a Erika prima della malattia.
DESIDERIO OLIMPICO — A Vancouver gli atleti della spedizione italiana sono spesso rimasti a guardare la
giostra del podio, ma nell’ultimo giorno, grazie a Giuliano Razzoli, si sono illuminati. E con loro due tifose
curiose ed entusiaste. Si chiamano Silvia ed Erika, in Canada grazie a “Make-A-Wish” e a un premio… non
ritirato. Quello di un concorso della Sisal, che invece di rimettere in cassa il denaro ha deciso di coinvolgere la
Onlus che da anni si offre di regalare un sorriso a bambini e ragazzi costretti a convivere con le cure, gli
ospedali e la sofferenza.
AL GASLINI — Silvia ha 18 anni, è piemontese, ha un sorriso dolcissimo e ama dipingere. Nel 2007 ha scoperto
di avere un tumore. E’ stata operata, curata, ed è ripartita come una pattinatrice dopo uno scivolone, forte con
quella cicatrice le circonda la testa proprio come Alberto Contador, che da quel segno indelebile è ripartito per vincere tutto nel ciclismo. Erika di anni ne ha 16, è toscana, ed ha sfilato a diversi concorsi di bellezza prima di
essere attaccata dalla leucemia. Ha occhi azzurri e una passionaccia per le moto ereditata dal padre Claudio. In
comune hanno i giorni difficili dell’ospedale Gaslini, centro pediatrico d’eccellenza, e il Messico, inteso come
desiderio – il primo – realizzato grazie a Make-A-Wish.
PORTAFORTUNA — “In realtà avrei voluto conoscere Robbie Williams”, precisa Silvia, “ma alla fine mi hanno
consigliato di fare un bel viaggio e ho fatto bene a scoprire un Paese meraviglioso. “Io invece volevo proprio
andare a scoprire la civiltà degli Azteca e dei Maya”, interviene Erika. In Canada, accompagnate dai rispettivi
papà, hanno scoperto discipline nuove: il curling, con i quarti di finale del torneo maschile, il pattinaggio di
velocità e lo slalom, nel giorno che ha dato all’Italia il primo e unico oro dei Giochi. Per entrambe lo sci è una
passione appena sbocciata. Entusiasmante per le emozioni vissute a Whistler, in quel luna park tricolore che
non dimenticheranno al loro ritorno in Italia. Visto com'è andata in Canada, tra quattro anni Razzoli dovrebbe
portarle con se a Sochi. La voglia di Olimpiade di Silvia ed Erika è tanta. Tant'è vero che... "Sarebbe bellissimo
esserci". Razzoli, e non solo lui, vi aspettano.
Un ringraziamento speciale a:
- Sisal S.p.A.
- Emilio Petrone - Sisal S.p.A.
- Michael Staskin - Sisal S.p.A.
- Gianmario Trovò - Sisal S.p.A.
- Giulia Donelli - Assistgroup
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