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Vincenzo

Vincenzo e il suo idolo
Vincenzo e il suo idolo  
   
Vincenzo e il suo idolo
Vincenzo fa firmare i palloni
   
Vincenzo palleggia con Ronaldinho
Vincenzo palleggia con Ronaldinho
 
   
Vincenzo e Ronaldinho
Vincenzo e Ronaldinho
 
   

"Carissimi,
dopo l’esperienza vissuta a Barcellona, ancora non siamo riusciti ad atterrare con i piedi su questa terra.
Vorrei descrivervi tutti e tre i giorni trascorsi accanto al piccolo-grande-maestro che è mio figlio. E’ stata la seconda volta di volo in aereo per lui ma vedere quelle sue esili gambette strette nella cintura di sicurezza un po’ mi innervosiva perché mi riportava alla mente i momenti in cui le chemio me lo tenevano forzatamente a letto.
Fortunatamente le sue domande del tipo “Pa’ ma Ronhi parla brasiliano? Pa’ ma se non lo capisco? Ma tu stai vicino a me?” mi allontanavano da quel fastidioso stato d’animo e mi riportavano a concentrarmi sul "Sogno difficile di Vincenzo".
Il viaggio è stato confortevole , ma il solo pensiero dell’Incontro ci avrebbe fatto volare anche senz’ali!
"Mi raccomando a zio, quando incontri Ronhi dici “incantado o mucho gusto”, non ti preoccupare se qualcosa non capisci tanto ci siamo noi" ripeteva lo zio che ha vissuto a Barcellona per 2 anni senza mai immaginare che un giorno...
Quanto mi sono sentito stupido a preoccuparmi del dialogo tra i due interpreti di questo sogno, senza considerare che il linguaggio del calcio e quello delle emozioni non possono essere tradotti ma solo interpretati. Per il mio Vincy, che nel nome porta tanta di quella forza da sostenere anche me, quell’incontro era tutto.
Appena arrivati in albergo, accolti come nababbi, avevamo solo il tempo di una doccia e poi via di corsa col taxi al Camp Nou perchè alle 17.00 iniziava l’allenamento del Barca e noi saremo stati spettatori dalla panchina. Alla porta, ci ha accolti in "dolce attesa" Kim Fisher che con la sua disponibilità ci ha fatto compagnia parlando di tutto e non solo di calcio; attraverso le gradinate già si intravedeva la striscia verde (il colore della speranza) del prato fino ad oggi visto solo su tv satellitare.
Dopo esserci accomodati sulle comode poltrone della panchina ecco che, uno dopo l’altro,arrivano Motta... Zambrotta... Victor Valdes... e infine, come a teatro il primo attore, ecco il tanto sognato Ronaldinho che lascia a bordo campo un paio di scarpette quasi come le avesse offerte al piccolo ospite.
Mio figlio si ferma curioso a guardare ogni piccolo movimento del suo idolo (... Mmmh questo lo so fare... questo pure... questo mi manca...) stringendo forte in una morsa il mio cuore. Trenta minuti di spettacolo e poi di corsa al negozio dello stadio a comprare tutto ciò che poteva essere firmato, (non devo dimenticarmi di comprare la maglietta a Dario che adora il calcio ma è costretto su una sedia a rotelle... speriamo che un giorno anche per lui si realizzerà il proprio Wish).
Dopo gli acquisti di rito, siamo pronti per il Grande incontro, noi più emozionati di Vincy che vede tutto con grande gioia e spensieratezza; a volte, con affanno, ricerco un po’ di Vincy dentro di me per assaporare i suoi stessi stati d’animo, ma la nascita dell’adulto prende il sopravvento ed allora penso... penso... penso... E’ quasi il momento, con Vincy si fermano anche Valdès, Motta e Zambrotta, quest’ultimo molto affettuoso... ed ecco che da lontano si avvicina il "Sogno di Vincy" ma "incubo" dei collaboratori di Make-A-Wish.
Vincy, improvvisamente si ammutolisce davanti al colosso, arrossisce e quasi si spaventa al suo “CIAO!”... (avrà pensato che parlasse bene l’Italiano). Lo stupore svanisce quando Ron lo bacia e gli mette una mano sulla spalla e lui, bando alla timidezza, va nella busta e prende tutti gli oggetti da far firmare, con precedenza ai palloni.
La disponibilità del campione è stata assoluta, fino a palleggiare con mio figlio. Stranamente io sono riuscito a fare tutte le foto senza collassare dall’emozione, non mi sono perso un attimo di mio figlio ed il suo campione.
Finito l’incontro siamo andati a cena e poi di filata a letto per riposarci bene per la partita del giorno dopo.
Il giorno dopo eravamo lì alle 19.00, due ore prima della partita, perché avevamo anche gli inviti per “L’accoglienza al museo del Barca”, ma in quella occasione Vincy si è un po’ annoiato perché a lui interessa il calcio giocato e non raccontato da coppe e vecchie fotografie. Dopo un po’ di storie (pochissime in verità) ci ha convinti ad accomodarci ai nostri posti in tribuna a guardare il Werder Bremen che si riscaldava.
Ore 21.00 inizia la partita e non stiamo nei panni; Ronaldinho ci dedica un po’ di giochetti e al 12° min segna su punizione, ed il gol è tutto per il mio eroe!!! Partita fantastica, fino alla fine senza cali di tono.
Sono le 23 e Vincy è stravolto e mi sale sulle spalle, ha ancora flussi di adrenalina che lo tengono sveglio fino a quando il taxi ci riporta in albergo dove tutti gli diamo la “Buona notte e sogni di platino, visto che sono due giorni che ha avuto sogni d’oro!!!!

Grazie"

Lettera scritta da Domenico e Rosaria, papà e mamma di Vincenzo.

Il desiderio di Vincenzo si è avverato grazie a:

- Ronaldinho
- UEFA
- F.C. Barcelona
- Stephen Dawson
- T.E.A.M. Marketing AG
- Simona e Frank Leenders
- Hovel Markus
- Kim Fisher
- Hesperia Tower Hotel Barcelona
- Marta Aparicio
- Maribel e Laura Ferris

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